Genocidio in Ruanda, le responsabilità del Belgio

Paul Kagame (foto archivio ONU)

Paul Kagame (foto archivio ONU)

Ha già cominciato a bruciare la fiaccola che rimarrà accesa per 100 giorni a Kigali, a ricordare le circa 800.000 vittime del genocidio del Ruanda del 1994, soprattutto di etnia Tutsi.

“Vent’anni fa il Ruanda non aveva un futuro, solo un passato. Oggi possiamo celebrare normali momenti di vita, che gli altri danno per scontati. Se il genocidio rivela la scioccante capacità dell’uomo di commettere crudeltà, le scelte del Ruanda mostrano la sua capacità di rinnovamento”. Queste le parole con cui il presidente del Ruanda Paul Kagame ha inaugurato la cerimonia di commemorazione, a cui erano presenti anche il segretario dell’Onu Ban Ki-moon e numerosi funzionari stranieri.

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