L’immigrazione marocchina tra storia e arte a Botanique

Immagine

MehdiGeorges Lahlou, Décomposition culinaire ou autoportrait à la tajine,

Si celebrano quest’anno i  50 anni dell’immigrazione marocchina in Belgio. Risalgono infatti al 1964 gli accordi bilaterali belgo-marocchini che hanno dato il via al reclutamento in massa di manodopera dal Marocco  per rispondere ai bisogni dell’economia  belga. Contando oggi circa 450.000 persone, la  comunità marocchina si afferma insieme a quella italiana come una delle più numerose in Belgio.

“Nass belgica” é la mostra che, nata da un’iniziativa dell’ “Université Libre de Bruxelles”, ripercorre il mezzo secolo di immigrazione marocchina, evidenziando il contributo lasciato alla società belga. Il nome della mostra, che  in dialetto marocchino significa “la gente del Belgio”, si riferisce al termine utilizzato per parlare delle famiglie di emigrati di ritorno in Marocco per le vacanze. La mostra esplora infatti temi legati all’identità del migrante, all’integrazione e ai rapporti con il paese d’origine.

Oltre a documenti storici, fotografie d’archivio e video interviste, la mostra lascia spazio alle opere di vari artisti marocchini.

Tra queste sono esposte alcune creazioni di Lalla Essaydi, marocchina attualmente residente negli Stati Uniti, che attraverso le sue fotografie, soprattutto autoscatti, riflette sull’identità delle donne arabe. “Tradizionalmente la presenza dell’uomo ha definito gli spazi pubblici: le strade, i luoghi d’incontro, i luoghi lavorativi. Le donne invece, sono state confinate negli spazi privati”, ha dichiarato Lalla Essaydi sul suo sito. Nelle fotografie dell’artista, le donne diventano parte integrante degli spazi in cui sono collocate, e i disegni di henné sui  loro corpi riprendono quelli delle decorazioni circostanti.Immagine

Lalla Essaydi, Les Femmes du Moroc: Revisited 1

Si possono anche osservare le opere surrealiste di Mehdi-Georges Lahlou che, di origini miste franco-marocchine, secondo la critica di fotografia  Marie Moignard, “gioca con i simboli della tradizione musulmana”. Un esempio è la fotografia (in apertura dell’articolo) “Décomposition culinaire ou autoportrait à la tajine”.

“Nass belgica” é aperta fino al 27 aprile a Botanique a Bruxelles, e si sposterà poi in varie città del Belgio, della Francia e del Marocco.

Valentina Pavarotti

http://botanique.be/fr/expo/nass-belgica-limmigration-marocaine-en-belgique

http://www.mehdigeorgeslahlou.com/

http://lallaessaydi.com/

 

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