L’Europa deve ripensare la politica di immigrazione, Kyenge : Frontex non è la risposta

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<< Il Mediterraneo non è un cimitero, l’Europa deve ripensare la politica di immigrazione>>. A pochi giorni dall’anniversario della tragedia di Lampedusa è questo l’appello lanciato da eurodeputati di diversi schieramenti al nuovo Commissario per l’Immigrazione Dimitris Avramopoulos . Dal 1988 ad oggi circa 21mila le persone che sono scomparse in mare cercando di raggiungere le coste europee. Ma ,un dato ancora più drammatico, è che oltre 2500 sono le vittime del mare nel 2014, e 2200 solo da inizio giugno. Non tutti i decessi si possono registrare e i dati risultano dunque di gran lunga inferiori alla realtà. Dallo scorso ottobre l’operazione italiana Mare Nostrum ha salvato circa 138.866 persone. Il soccorso umanitario in mare costa all’Italia circa 9 milioni di euro al mese , cifra decisamente più alta rispetto ai 3 milioni che spenderanno in totale i 28 paesi per Frontex Plus e Triton. <<Mare Nostrum ha messo al centro l’azione di salvataggio rispetto ad un Europa che si limitava a respingere, senza considerare le richieste d’asilo>> ha commentato Cecile Kyenge intervenendo in conferenza stampa a Bruxelles. L’Ue ha deciso di attivare due nuovi interventi Frontex Plus e Triton che secondo Kyenge <<Sono solo delle risposte emergenziali, perché non sostituiscono in alcun modo l’attività di soccorso in acque internazionali e si limitano a controllare le frontiere vicine alle coste italiane, mentre dobbiamo prevenire e proteggere le persone ancor prima che intraprendano il viaggio della speranza>>.   A partecipare all’appello oltre alle eurodeputate Cecile Kyenge degli S&D, Michèle Rivasi dei Verdi, Laura Ferrara del EFDD, Marie Crhistine Vergiat dei GUE, è stato anche Alexandre Georges , fondatore di “Kayak per il diritto alla vita”.

Georges , cittadino francese, è protagonista di un viaggio di tre anni, in kayak, sulla rotta dei migranti dalla Tunisia a Bruxelles, passando dagli sbarchi di Lampedusa. <<Ho iniziato il viaggio dalla Tunisia proprio per capire cosa accade, da dove partono queste persone che tentano di raggiungere le nostre coste >>. Sprechi, fondi utilizzati in altro modo, sono alcune delle denunce di Georges nel periodo della primavera araba << Il centro di Mineo ha ricevuto l’anno scorso circa 50 milioni di euro per avvocati, interpreti, cibo sano, ma nei centri di accoglienza non ci sono né gli avvocati né gli interpreti e men che meno il cibo. Quei finanziamenti non si sa dove siano andati a finire >>. Mostra anche una scarpa che ha trovato nel suo viaggio tra la Tunisia e la Sicilia, potrebbe appartenere ad uno dei migranti che hanno attraversato il mare.

L’eurodeputata della Sinistra Unitaria Vergiat ,conclude: << Le priorità per le politiche di immigrazione sono il salvataggio e la protezione. Gli stati membri continuano a chiedere fondi per l’immigrazione ma non si sa che fine facciano, se dei migranti arrivano in Francia ma vogliono raggiungere le loro famiglie in Inghilterra, non possono rimanere bloccati nel paese di arrivo>>.

Irene Giuntella

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